Emilia-Romagna · Territori

Ravenna, la città dei mosaici e delle tre capitali

Tre volte capitale e scrigno di mosaici che brillano da quindici secoli, Ravenna custodisce la tomba di Dante e si affaccia sull'Adriatico. Qui storia, mare e tavola romagnola si intrecciano con naturalezza.

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Ravenna
Passatelli romagnoli

Ravenna nelle foto della community

Tra l'Adriatico, le pinete e le colline di Romagna

Ci sono città che guardano solo a sé stesse e città che si aprono al mondo intorno, e Ravenna è decisamente la seconda. Sospesa nel cuore della Romagna, a pochi chilometri dall'Adriatico a cui la collega il canale Candiano, è il comune più esteso d'Italia e racchiude paesaggi sorprendentemente diversi tra loro, dalle campagne coltivate ad alberi da frutto alle pinete secolari, fino a nove località balneari della riviera. A dirla tutta, in qualunque direzione si vada, è difficile non imbattersi in qualcosa che vale la sosta.

Nell'entroterra, tra le colline, spicca Brisighella, uno dei borghi più belli d'Italia, terra di un olio extravergine DOP molto pregiato. Scendendo in pianura si incontra Faenza, celebre nel mondo per la sua ceramica, e poi Lugo e Bagnacavallo. Verso nord si arriva al Parco del Delta del Po e a Comacchio, verso sud a Cervia con le sue saline. Una varietà che, del resto, si ritrova puntuale anche a tavola, tra piatti di mare e sapori di collina.

Immagine di un luogo della città
Ravenna

I luoghi che raccontano la città

Il luogo simbolo è la Basilica di San Vitale, capolavoro del VI secolo, celebre per i mosaici bizantini più importanti al mondo, tra cui le immagini solenni dell'imperatore Giustiniano e dell'imperatrice Teodora. La sua pianta ottagonale e le tessere di vetro e oro creano un'atmosfera quasi sospesa. Lì accanto si trova il Mausoleo di Galla Placidia, piccolo scrigno il cui cielo stellato di mosaico azzurro è una delle visioni più emozionanti che la città regali.

Ma i tesori non finiscono qui. C'è la Basilica di Sant'Apollinare, la Domus dei Tappeti di Pietra con i suoi pavimenti musivi riaffiorati dal sottosuolo, e naturalmente la Tomba di Dante, meta di pellegrinaggio silenzioso nel cuore del centro. Vale la pena perdersi tra le vie raccolte di Ravenna, perché qui ogni angolo conserva un pezzo di storia, e poi magari raggiungere la pineta o il mare, che restano a un passo. Del resto, è proprio questo intreccio di arte e natura a rendere la città speciale.

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Strozzapreti

La cucina ravennate, tra l'orto, il mare e la sfoglia

La tavola di Ravenna è quella schietta della Romagna, ma con una marcia in più, il mare a portata di mano. Il punto di partenza sono le paste fatte in casa, regine indiscusse della tradizione, dalle tagliatelle ai cappelletti, dai passatelli agli strozzapreti, tutte rigorosamente con la sfoglia tirata al mattarello. È la cucina delle rezdore, quella che sa di domenica e di festa, e che da queste parti non si discute.

Poi però c'è la costa, e allora la tavola cambia musica. Nei centri balneari e in città trionfano il risotto alla marinara, i tagliolini allo scoglio e le grigliate di pesce dell'Adriatico, con tutte le sue varietà di molluschi. A fare da filo conduttore, su mare e terra, c'è sempre lei, la piadina, che Pascoli definiva il pane dei romagnoli, irresistibile nella versione con squacquerone e rucola. Quel formaggio fresco e morbido, lo Squacquerone di Romagna DOP, è del resto uno dei sapori più amati di tutta la zona.

Il ciambellone e i dolci di casa

Sul dolce, Ravenna resta fedele alla semplicità contadina. Il simbolo è il ciambellone romagnolo, che qui chiamano anche brazadèla, dal braccio, perché un tempo lo si portava sottobraccio avvolto in un canovaccio come dono di festa. Fatto di pochi ingredienti sinceri, farina, uova, zucchero e burro, è il dolce domestico per eccellenza, da inzuppare nel latte la mattina o, ancora meglio, in un bicchiere di Sangiovese o di Albana. Nessuna glassa, nessun effetto scenico, solo la fedeltà a un gesto antico.

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Squacquerone

I vini di Romagna

Sulle colline e nelle campagne attorno a Ravenna la vite è di casa da sempre, e dà vini che hanno il carattere franco della Romagna. Il re indiscusso dei rossi è il Sangiovese, schietto e robusto, il compagno naturale della piadina, dei salumi e delle paste al ragù, da bere in compagnia senza troppe cerimonie. Sul fronte dei bianchi brilla l'Albana, che vanta un primato di cui andare fieri, essere stato il primo bianco italiano a ottenere la DOCG.

Accanto a loro non mancano il Trebbiano romagnolo, fresco e quotidiano, e il Pagadebit, un bianco gentile e asciutto perfetto sui piatti di pesce della costa. C'è poi la Cagnina, un rosso dolce e fruttato che accompagna volentieri i dolci di casa e le caldarroste d'autunno. Sono vini nati per stare a tavola, ed è proprio lì, tra un piatto e una chiacchiera, che danno il meglio di sé.

Sangiovese di Romagnarosso
Sangiovese
Romagna Sangiovese DOC
Il re dei rossi romagnoli, schietto e robusto, perfetto su piadina e salumi.
Albanabianco
Albana
Romagna Albana DOCG
Primo bianco italiano a ottenere la DOCG, dal secco al passito.
Trebbiano di Romagnabianco
Trebbiano romagnolo
Romagna Trebbiano DOC
Bianco fresco e quotidiano, versatile a tavola.
Pagadebitbianco
Bombino bianco
Romagna Pagadebit DOC
Bianco asciutto e gentile, ideale sul pesce dell'Adriatico.

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