Una piccola capitale tra il Po e gli Appennini
Ci sono città che indossano il loro passato con naturalezza, senza farne sfoggio, e Parma è una di queste. Se ne sta adagiata nella pianura emiliana, lungo la Via Emilia, con il Po a fare da confine a nord e gli Appennini a chiudere l'orizzonte a sud. È una posizione comoda, di quelle che mettono tutto a portata di mano, tanto che da qui si raggiungono in poco tempo la montagna, la città d'arte e perfino la costa ligure. Ma a fermarsi un po' di più, ci si accorge che Parma non è soltanto un luogo di passaggio.
Del resto ha avuto signori che le hanno lasciato il segno, dai Farnese ai Borbone, fino a Maria Luigia d'Austria, la duchessa che i parmigiani non hanno mai dimenticato. Da quella storia di corte è rimasto un centro raccolto e raffinato, con un'aria da piccola capitale che non se ne è più andata. E poi c'è la musica, che qui non è un dettaglio ma quasi un modo di stare al mondo: la terra di Giuseppe Verdi e di Arturo Toscanini ha fatto del melodramma una faccenda di tutti, di pubblico esigente e di passione collettiva.

I luoghi che raccontano la città
Il cuore di Parma si gira a piedi, ed è una bella abitudine. Si parte volentieri da Piazza Garibaldi, l'antico foro romano diventato salotto cittadino, con il Palazzo del Governatore e la sua torre barocca a fare da quinta. Ma è in Piazza Duomo che la città mostra il suo volto più alto: la Cattedrale romanica, con la cupola affrescata dal Correggio, e accanto il Battistero di Benedetto Antelami, rivestito di quel marmo rosa di Verona che cambia colore con la luce.
Poco più in là si apre il Complesso della Pilotta, il grande palazzo dei Farnese che oggi custodisce il Teatro Farnese, la Galleria Nazionale e la Biblioteca Palatina. E vale sempre la pena cercare la Camera di San Paolo, dove il Correggio dipinse un pergolato che pare vero. A Parma, del resto, anche la storia minore ha il suo fascino, dalla violetta cara a Maria Luigia, oggi profumo celebre, fino al Castello dei Burattini, un museo che mette d'accordo grandi e piccini.












